PROPOSTA DI UN NETWORK COMUNICATIVO CITTADINO

Uno dei punti centrali del movimento di contestazione alla globalizzazione neoliberista è di certo la capacità di comunicare. Una capacità che ha saputo svilupparsi con un nuovo approccio alla teoria della comunicazione rispetto alle esperienze di altri movimenti sociali del passato e ad un sapiente uso delle nuove tecnologie, soprattutto le reti telematiche. Come ha scritto Beppe Caravita ("Da Seattle a Internet contro la globalizzazione"), la storia di Seattle '99 nasce quando R. Nader, terzo incomodo alle ultime presidenziali USA, ha messo due anni fa sul sito della sua associazione, Public Citizens, una bozza dell'AMI (Accordo Multilateriale sugli Investimenti), producendo un dibattito serrato nella società civile internazionale sugli effetti che avrebbe avuto una liberalizzazione così spietata dei mercati. Se oggi quel progetto è stato (momentaneamente) fermato è dovuto anche alla capacità sviluppata nel sapersi fare rete e centro d'informazione da parte delle organizzazioni che hanno contestato il vertice WTO del '99 a partire da quell'evento comunicativo importante. Oggi l'elemento comunicazione/informazione è stabilmente riconosciuto come determinante anche nel movimento italiano, ma diversi sono i margini di miglioramento e di proposta, tanto più che Genova ha insegnato (vedi esperienza di Carta, Indymedia, GSF, ecc.) che questo movimento può e deve cominciare a sviluppare strumenti autorganizzati che sappiano reggere il confronto con l'apparato mediatico "main stream". La guerra, oggi, è solo un ulteriore segnale di emergenza, in tal senso. Una priorità che può e deve fare i conti con l'attuale fase di recessione pesante nel settore della cosiddetta "net economy" che sta dimostrando tutti i limiti di una concezione economicista orientata al profitto che ha determinato quella dinamica speculativa oggi tragicamente sgonfiata. Nei fatti gli unici progetti che rimangono attivi e perfino economicamente sostenibili sono, oggi, quelli orientati ad un utilizzo sociale delle nuove tecnologie. Ma questa non è una novità, fin dal principio della nascita dell'internet, quello che era un progetto militare-scientifico si è via via traformato, orientato da un altro utilizzo, in un medium comunicativo orizzontale verso il quale, oggi, a torto o ragione, e pur tra mille contraddizioni, si nutrono molte speranze di rinnovamento e ridefinizione della partecipazione democratica ai processi decisionali della collettività.

GLOCALIZZIAMO LA COMUNICAZIONE A BOLOGNA

La traduzione pratica di tutto questo, oggi, è lo sviluppo di network comunicativi locali di supporto e sviluppo per il movimento in generale ed i social forum nella sua forma organizzata. Ovvero la messa in rete di strutture fisiche, risorse economiche, umane e cognitive nello sforzo di produrre una "glocalizzazione" (globale e locale, negli argomenti e nel linguaggio) della comunicazione indipendente che raggiunga due obiettivi: essere uno spazio "altro" rispetto all'informazione corporativa ufficiale e rappresentare un terreno di autorganizzazione ed autogoverno dal basso dei processi di comunicazione, relazione, produzione sociale e cognitiva, identificazione, rivendicazione e tutela dei diritti (vecchi e soprattutto nuovi) di cittadinanza. Bologna, in questo, può essere un interessante laboratorio di sperimentazione (innovativo perché povero di esempi simili già affermati) in un tessuto cittadino favorevolmente orientato dal contesto culturale e tecnologico (con l'università e la rete civica comunale, esempio pioneristico riuscito nel paese) e con l'interessamento del movimento e del social forum locale, con la presenza di un sito www.contropiani2000.org, di tre radio (Radio Città 103, Radio Kappa Centrale e Radio Fujiko) facenti parte del progetto Radio GAP, di un giornale del "movimento" come Zero in Condotta che, con tutte le sue difficoltà, ha una continuità di presenza, negli anni, significativa. Insieme a queste realtà operano in città molti altri soggetti (il gruppo di comunicazione video del TPO, i mediattivisti di Indymedia, il gruppo Wu Ming, la Libera Università di Contropiani e tanti singoli, fotografi, videomaker, ecc.).

A partire da queste considerazioni, negli ultimi mesi, tre situazioni come www.contropiani2000.org, Zero in Condotta e Radio Città 103 si sono avvicinate. E' stato un processo spontaneo, che segue un periodo in cui ci siamo annusati, dalle mobilitazioni del NoOCSE a Genova al Bologna Social Forum.

E le giornate di Genova ci hanno mostrato l'assoluta necessità di sapere portare l'informazione anche al di fuori delle nostre storiche sacche di resistenza e la possibilità concreta di operare in un mare aperto. Proprio le trecentomila persone che hanno sfilato nella città ligure ci hanno insegnato una capacità di organizzazione orizzontale e di linguaggi mediatici articolati tra loro connessi; infatti chi puntava ad una brutale e generalizzata repressione santificata da un pensiero unico di regime non aveva messo in conto come oggi in un corteo si contino più telefonini, macchine fotografiche e cineprese che anime. Però tutti questi occhi e queste orecchie indiscrete da sole non bastavano. E' stata l'autostrada informatica che ha permesso la fuga delle immagini e delle notizie dalla trappola di Genova, rendendo inutile il piano di chi voleva regolare i "conti" a tu per tu con i manifestanti di piazza. Le manganellate, le bugie, le sevizie, gli imbarazzi polizieschi son diventati di dominio pubblico e, al di là delle conclusioni delle solite commissioni parlamentari compiacenti, hanno fatto finire le forze dell'ordine sul banco degli accusati. Certamente per tutto ciò era indispensabile una rete di comunicazione, di solidarietà collettiva, di pratica politica comune tipica di un movimento come quello di "Un Altro Mondo E' Possibile". Ma in questa cultura dell'alternativa diventava possibile e tremendamente affascinante navigare nella controinformazione. L'esperienza di Radio Gap (a cui Radio Città 103 ha partecipato con convinzione) ha vinto la sua difficile scommessa perché si è tuffata in questo mare di coscienze con la giusta sintonia: l'unità di sforzi e d'immaginazione di radio così diverse tra loro collegate alla rete di Indymedia ha permesso la creazione di una redazione che ha generalizzato in tante città italiane vie etere e in tutto il mondo via internet un messaggio che da Genova, invece di soffocare sotto la repressione, è suonato più perentorio e drammatico.

Radio Città 103 da sola non avrebbe mai avuto la forza di contrastare il sonno di una ragione durante la digestione del pesto alla genovese, ma stringendosi in cordone con altre radio ed ai "navigatori democratici" ha potuto reggere un gioco all'altezza della situazione.

Oltre che sulle vicende "esterne" ci siamo ritrovati spesso dalla stessa parte della barricata anche su questioni riguardanti la "Bologna di Guazzaloca" e, allora, ci siamo domandati: «perché non cominciare a guardarci negli occhi?».

L'unione fa la forza? Non sempre, a volte assomma solo miserie e tristezze. Oggi invece diventa quasi difficile non mettersi in rete, perché la forza del movimento scioglie tutti quegli argini e quelle resistenze che hanno ingessato la sinistra per fin troppo tempo.

Nei mesi scorsi ci sono stati già alcuni incontri, si sono fatte le prime ipotesi ed i primi preventivi per organizzare una struttura tecnica adeguata. Una struttura necessariamente aperta che non sia rappresentata solo da un sito internet dove poter convogliare i linguaggi diversi di tre media, ma dove riuscire a rappresentare i bisogni, la cultura, il "fare società" di un'altra Bologna. Una Bologna "altra" dagli esoterismi tecnologici dei futur shows, conflittuale rispetto gli intenti della lobby del mattone, spazio di inchiesta e proposta sulle politiche neoliberiste che nella globalizzazione trasformano il tessuto urbano della nostra città al di fuori di qualsiasi mediazione sociale e politica, un archivio pubblico per il passato ed il futuro di questo movimento. Crediamo possano esistere le condizioni per far sì che il nostro coordinamento non diventi solamente la somma dei rispettivi redattori, quanto un valore aggiunto di politica e comunicazione. Il cuore del progetto è riuscire a mettere in rete competenze giornalistiche, tecniche (webmaster, system administrator, ecc. per un'idea che funzioni anche come spazio di sviluppo di capacità professionali) e cognitive. Per quali servizi?

Audio e video "on line", produzione editoriale (rivista, opuscoli di approfondimento e documentazione), una agenzia di comunicazione sociale in rete (con aggiornamento quotidiano da parte delle tre redazioni) forum di discussione, dibattiti e conferenze tematiche.

Tutto questo ha bisogno sicuramente di uno sforzo economico che può essere sostenibile se affrontato collettivamente, ma soprattutto un nuovo approccio culturale da sviluppare, una proposta sociale da portare alla città e nella società civile, nella consapevolezza che un altro mondo è possibile se riusciremo a costruirlo anche da qui. Noi a questo progetto ci crediamo molto, e non intediamo perdere tempo rispetto a una fase sicuramente favorevole allo sviluppo di nuove reti di lavoro.

Stiamo preparando una tre giorni (giovedì 22, venerdì 23, sabato 24 novembre 2001) che sia di presentazione, di lancio e di finanziamento del progetto.

La "scaletta" su cui stiamo lavorando è quella di:

Per l'occasione sarà allestita una mostra di "matite contro la guerra" a cui stanno aderendo più di quaranta vignettisti tra i più conosciuti a livello italiano.

E' previsto anche l'allestimento di "spazi ristoro" dove sarà possibile mangiare, gestito dai/dalle cuochi/e di "Taverna Mediterranea". Uno degli obiettivi, a livello economico, è di recuperare fondi per l'acquisto di un computer che funzioni da server ed una linea sufficientemente potente e veloce, per ospitare i diversi siti cittadini interessati al progetto. Il luogo a cui stiamo pensando per la "tre giorni" deve essere ancora definito.

Valerio Monteventi (Zero in condotta) Alfredo Pasquali (Radio Città 103) Marco Trotta (www.contropiani2000.org)

ComoDino: ProgettoComodino/DocumentiContributi/NetworkComunicativoCittadino (l'ultima modifica è del 2008-05-12 15:41:20, fatta da localhost)